UJ a San Paolo in Brasile dal 10 al 14 aprile 2019

Non solo Cina e Giappone. Per tutta la durata del festival a Perugia è presente una delegazione anche dal Brasile, dove Umbria Jazz sbarcherà insieme a Danilo Rea dal 10 al 14 aprile 2019, con una presentazione prevista per il 15 agosto a San Paolo, la città che sarà il cuore della rassegna brasiliana. In realtà i rapporti tra UJ e il paese sudamericano vanno avanti da tempo; basti pensare, ad esempio, a quando nel 2007 il festival insieme alle istituzioni umbre e quelle brasiliane riuscì a organizzare un concerto di Stefano Bollani in una favela di Rio de Janeiro. In questi giorni a Perugia ci sono Francisco Ancona Lopez e Maria Gentiletti della «Ad hoc marketing» Brasile, che offre servizi per quanto riguarda in particolare il turismo, Marcelo Weber e Paola Biganti della «MWeber events» (che si occupano dell’organizzazione di eventi) e, infine, Ilana Hamaoui e Edgard Radesca, proprietari del Bourbon street music club di San Paolo, uno dei più importanti locali della città che sarà il cuore della trasferta di aprile.
Biganti è umbra ma ha vissuto per lunghissimo tempo in Brasile e l’idea di questa collaborazione arriva da lei: «Ho conosciuto i vertici del festival - racconta - e abbiamo iniziato questo bel lavoro anche insieme all’agenzia “Ad Hoc”; in più Marcelo Weber, che ha a disposizione spazi importanti, è mio marito». Rea a parte, al momento gli altri nomi del festival di aprile vanno ancora definiti, e in questi giorni a Perugia la delegazione ha discusso di molti dettagli: «Tra l’altro non dimentichiamo - aggiungono - che San Paolo è una metropoli con 12 milioni di abitanti, un terzo dei quali ha origini italiane; forse è la città più italiana del paese». Insomma, una location ideale per il festival. «Di sicuro - racconta Radesca - tra di noi c’è un contatto perché italiani e brasiliani amano la musica; noi siamo qui per rafforzare questo legame e lavorare per portare Umbria Jazz in Brasile. È la prima volta che vengo qui e sono rimasto colpito dall’atmosfera, davvero particolare, e dai luoghi del festival. La città è bellissima e UJ da questo trae vantaggio».